Cosa c’è dietro il referendum sull’indipendenza della Catalogna?

Cosa c’è dietro il referendum sull’indipendenza della Catalogna?

Cosa c’è dietro il referendum sull’indipendenza della Catalogna?

Cosa sta succedendo in Catalogna?

I lettori attenti avranno notato un atteggiamento diverso da parte dei fake media verso il referendum sull’indipendenza della Catalogna.

Il Brexit, che a differenza di questo era legittimo, è stato presentato come un attentato alla democrazia e all’unione dei popoli. Il referendum che si è tenuto ieri invece all’establishment va bene. E i loro cani da riporto approvano.

Nella giornata di ieri infatti abbiamo tutti visto le immagini suggestive delle manganellate, che vanno condannate sempre, ma che i giornaloni non avrebbero sbattuto in prima pagina, se non avessero voluto.

E allora cosa ci sarebbe dietro questo referendum? La risposta si può trovare nei post di alcuni giornalisti e commentatori.

Ecco il messaggio pubblicato su Facebook da Diego Fusaro, filosofo e ricercatore in Storia della Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano:

“L’abbiamo capito. La Catalogna vuole ergersi a staterello indipendente, arcobaleno e ultra-atlantista. Basti rammemorare che, da quanto si apprende da “La Vanguardia”, l’Open Society Foundation del filantropo SOROS finanziò con 27.049 dollari il consiglio per la diplomazia pubblica della Catalogna. Vi può bastare?”

Francesco Boezi su “Gli Occhi della Guerra” spiega che i soldi di Soros sono stati erogati ad un ente conosciuto anche come “Diplocat”, che nelle settimane scorse si è speso nella sensibilizzazione sul tema del referendum per l’indipendenza catalana.

Il sospetto che sorge, scrive Boezi, “è che il magnate ungherese, naturalizzato americano, abbia trovato nel separatismo un’altra tigre da cavalcare per promuovere la sua visione del mondo. Che si tratti di rivoluzioni colorate o di istanze secessioniste, pare proprio che, seppur in maniera legale ed indiretta, l’attivismo finanziario di Soros non abbia intenzione di smettere di penetrare gli scenari geopolitici contemporanei. E le forze propulsive del separatismo catalano, con ogni probabilità, ringraziano questa tensione a giocare una sorta di partita globale a Risiko. Ma il rapporto del filantropo statunitense con le istanze catalane non si ferma qui”. Leggi tutto

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