Treno deragliato, per esperto probabile problema a infrastruttura

Treno deragliato, per esperto probabile problema a infrastruttura

Treno deragliato, per esperto probabile problema a infrastruttura

Per conoscere la causa precisa che ha provocato l’incidente avvenuto ieri sul treno tra Cremona e Milano serviranno alcuni mesi, ma questo evento non va preso come un campanello d’allarme sullo stato generale del sistema ferrioviario. “La rete ferroviaria italiana è sicura” e può vantare un tasso di incidenti che è del 36% inferiore rispetto alla media europea e del 7% in meno di quella tedesca. A precisarlo è il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta.

“Abbiamo 0,27 incidenti per 1 milione di chilometri percorsi – sottolinea – cioè il 36% in meno della media europea e il 7% in meno della Germania. Sono dati che misurano la sicurezza della rete e i fortissimi investimenti fatti a questo scopo”. Oggi, grazie agli interventi compiuti con l’installazione di sistemi di controllo automatici per la frenatura“sono stati eliminati gli incidenti per collisione e velocità, che erano invece le cause più frequenti 20 anni fa – continua -. Inoltre sono stati fatti anche investimenti sui treni diagnostici, che circolano su tutta la rete per verificare lo stato dei binari, e gli standard di manutenzione, che sono quelli europei, sono gli stessi per tutte le regioni e tutte le reti ferroviarie”.

Intanto per sapere la causa precisa del deragliamento, secondo il rettore, bisognerà aspettare “qualche mese, perchè prima andranno completate le indagini di Polizia ferroviaria e consulenti e le analisi tecniche”. La causa vera sarà possibile saperla infatti “una volta capita la dinamica dello svio. A quel punto – continua – si potranno fare le analisi metallografiche, cioè le radiografie che permettono di capire il tipo di frattura e le cause”. Ci vorranno quindi “alcuni mesi. Si tratta più di tempi giudiziari che tecnici.

La Polfer e gli investigatori devono identificare dove sono finite tutte le parti dei veicoli coinvolti, e fare l’analisi dei mezzi – aggiunge -. Terminata questa fase, si potranno determinare le responsabilità“, se umane o strutturali. Circa le possibili cause, “se la velocità può essere esclusa – prosegue – la certezza che abbiamo è che quel giunto ha subito un forte danneggiamento, e che sia stato poi la causa dello svio non si può escludere”. La rottura può avere alla base diversi fattori: “il metallo può non essere stato ben fabbricato, o può essere stato installato male o soggetto ad una cattiva manutenzione. O è anche possibile che i controlli non siano stati eseguiti o non fatti correttamente. Oggi – conclude – per quello che sappiamo, l’infrastruttura è un elemento da indagare con attenzione”. Ansa

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