Arte profumiera e Scienza: un amore possibile?

Arte profumiera e Scienza: un amore possibile?

Luglio 24, 2014 Off Di Redazione

La scienza è sempre stata una valida alleata dell’arte profumiera, disciplina antichissima che affonda le radici nella sapienza egizia e nella Grecia Antica. Le essenze utilizzate erano ricavate dalla natura e lavorate con procedimenti affinati nel tempo.

Per molti popoli si trattava di una combinazione di magia e religione, perché spesso le fragranze diffuse nell’aria erano considerate un canale di comunicazione con gli Dei. Da questa convinzione deriva anche l’usanza tutta cristiana di fare offerta di profumi bruciando incenso durante le cerimonie sacre.

Furono gli Arabi i primi a utilizzare le loro conoscenze nel campo chimico e farmaceutico per i profumi, che furono realizzati con lavorazioni più razionali. Il loro grande contributo fu l’invenzione dell’alambicco che consentì la distillazione delle essenze.

La scienza serviva come strumento per realizzare profumi di qualità migliore, come sostennero poi le scuole medioevali di Salerno e Montpellier, che svolsero tantissime ricerche in questo settore.

Nel 1800 l’approccio metodologico portò a una vera rivoluzione: si iniziarono a elaborare prodotti chimici artificiali partendo da molecole esistenti, scelte per le loro proprietà olfattive. Questo cambiamento ebbe conseguenze epocali: la scienza non fu solo uno strumento, ma diventò anche una fonte di creazione di essenze inesistenti e più economiche, perché ottenute in laboratorio.

Da allora i prodotti chimici di sintesi furono utilizzati per variare classici come Jicky de Guerlain nel 1889, e la crescente offerta di profumi online indica che il mercato è ancora in forte sviluppo.

Nell’ultimo secolo le scoperte nel campo della medicina olfattiva e della genetica hanno ampliato ancora di più gli orizzonti. Sono stati identificati i geni che controllano i recettori olfattivi, che servono a captare le molecole degli odori.

La biotecnologia è arrivata a costruire “nasi artificiali”, che riproducono i meccanismi in maniera del tutto automatica.

Queste conoscenze sicuramente ampliano lo spettro delle possibilità dell’arte profumiera, ma le tolgono un po’ di fascino.
Per questo negli ultimi anni si sta riscoprendo l’importanza dei procedimenti artigianali, che sono molto romantici. Anche qui però non si deve cadere nelle esagerazioni, perché è indubbio che la scienza abbia migliorato sia le condizioni igieniche che i procedimenti di lavorazione.
L’ideale sarebbe il connubio tra i due mondi, per creare profumi naturali, certificati e di alta qualità.