Le ragadi anali guariscono spontaneamente, ma vanno “aiutate”

Maggio 27, 2015 Off Di ZenzCom

Il nostro sfintere è costituito da una serie di pliche raggiate che ne consentono l’espansione in corrispondenza del passaggio delle feci, e la perfetta chiusura in condizioni di riposo. Qualche volta, però, qualcosa va storto e questa elasticità non è in grado di resistere agli stress meccanici più importanti, causati ad esempio dall’espulsione di masse fecali piuttosto voluminose e di consistenza dura.
La conseguenza inevitabile di questo fenomeno è la formazione di piccoli tagli, detti ragadi, a livello dello sfintere. Analogamente a quanto avviene per altre tipologie di lacerazione, anche le ragadi anali cicatrizzano da sole nel giro di alcuni giorni o, nei casi più complicati, settimane.
Gambe di persona sul waterTuttavia è possibile che il problema tenda a trascinarsi nel tempo poiché, ricordiamolo, ad ogni evacuazione lo sfintere viene sollecitato ed è possibile che quei tessuti faticosamente rimarginati possano di nuovo lacerarsi e far tornare quindi il taglio nelle condizioni di partenza.
Sicuramente adottando una dieta molto ricca di fibre si può aiutare la guarigione delle ferite, poiché questi nutrienti regolarizzano il transito intestinale e fanno in modo che le feci non incontrino alcun ostacolo durante la loro fuoriuscita. Nel caso la propria alimentazione fosse scarsa di fibre, ottimi ausili facili da assumere sono gli integratori.
È molto importante che anche le proprie abitudini igieniche promuovano la cicatrizzazione e in particolare che si utilizzino detergenti rispettosi della pelle senza strofinare, ma solamente tamponando la zona con delicatezza.