Cosa succede se Bruxelles boccia la manovra italiana

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Cosa succede se Bruxelles boccia la manovra italiana

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La crisi economica scoppiata nel 2008 con il fallimento di Lehman Brothers ha provocato una accelerazione dell’integrazione europea. Per evitare che in una unione monetaria di Stati sovrani vi potessero essere politiche economiche troppo divergenti, i paesi membri hanno deciso di coordinare le proprie scelte e affidare alla Commissione europea un ruolo di vigilanza dei bilanci nazionali. L’obiettivo dei paesi, contenuto nel Patto di Stabilità, è di azzerare il deficit e ridurre il debito.

L’aggiornamento del Documento di economia e finanza approvato dal governo italiano va invece in una direzione opposta, con un disavanzo previsto al 2,4% del Pil per tre anni. Come reagirà la Commissione europea? Ecco in sintesi le procedure previste dalle regole europee.

Quale è l’iter europeo della manovra Finanziaria?
È in questo contesto che va letto l’iter in cui verrà valutata la Finanziaria del governo Conte. L’esecutivo, come qualsiasi governo della zona euro, è chiamato a presentare a Bruxelles entro il 15 ottobre una bozza di bilancio per l’anno successivo. La Commissione europea ha tre possibilità. Accettare la proposta d’emblée; chiedere entro una settimana eventuali modifiche se ci fossero aspetti controversi, in altre parole una violazione delle regole; oppure contestare formalmente entro due settimane il testo chiedendone una nuova formulazione.

È mai stata respinta dalla Commissione una manovra nazionale?
Quest’ultima opzione non è mai stata usata finora perché ritenuta una provocazione, un passo troppo lungo in una unione monetaria che rimane una confederazione piuttosto che una federazione. Finora la Commissione europea nel valutare i bilanci nazionali ha sempre preferito usare la mano leggera, trovando un compromesso con i governi in difficoltà. Spesso Bruxelles ha inviato richieste di correzione, agendo nei fatti sul processo di approvazione in Parlamento.

Sono previste sanzioni in caso di violazione delle regole di bilancio?
L’articolo 126 dei Trattati prevede che nel caso un governo non rispetti le raccomandazioni comunitarie e si trovi in una situazione di deficit eccessivo (ossia con un disavanzo sopra al 3% del PIL, non è attualmente il caso dell’Italia) si possa giungere a sanzioni. Il Consiglio può chiedere alla Banca europea per gli investimenti di interrompere i finanziamenti; imporre al paese di versare un deposito vincolante; addirittura comminare multe ai danni del governo riottoso. L’obiettivo ultimo è di evitare che una politica economica nazionale metta a rischio la stabilità dell’intera zona euro.

Quale è la differenza tra deficit nominale e deficit strutturale?
Negli anni, per venire incontro alle difficoltà dei governi a rispettare le regole che si sono essi stati dati, si è deciso di assicurare più importanza al deficit strutturale piuttosto che al deficit nominale, in modo da tenere conto del ciclo economico. L’assetto europeo di controllo dei conti pubblici nazionali ha come obiettivo di ridurre debito e deficit, ma lascia piena libertà agli stati membri di gestire la struttura del bilancio, ossia la natura delle uscite e delle entrate.

Cosa è la flessibilità di bilancio?
In un comunicazione del 2015, l’esecutivo comunitario ha introdotto limitate ma sempre sostanziose flessibilità di bilancio a fronte di investimenti pubblici o di riforme economiche, di cui l’Italia ha fatto grande uso in questi anni. Le linee-guida interpretative del Patto di Stabilità prevedono peraltro che in tempi di crisi economica un paese non debba fare sforzi particolare per risanare il debito, mentre in periodi di crescita un governo deve raddoppiare l’impegno.

Perché la Commissione pubblica previsioni economiche?
L’iter di preparazione e di approvazione dei bilanci nazionali si iscrive in un quadro più ampio. Quattro volte all’anno l’esecutivo comunitario pubblica proprie stime economiche relative ai paesi della zona euro. Una volta all’anno poi illustra una serie di raccomandazioni che dovrebbero permettere ai singoli governi nazionali di meglio mettere a punto le proprie politiche economiche, ed evitare una eccessiva divergenza rispetto ai partner.

Il pareggio di bilancio è iscritto nella Costituzione italiana?
Il controllo dei conti pubblici nazionali si è fatto più rigoroso da quando i paesi della zona euro si sono dotati di un Patto di Bilancio, il Fiscal Compact. Tra le altre cose, quest’ultimo prevede che un paese con un debito elevato debba ridurre la parte sopra al 60% del Pil di un ventesimo all’anno, salvo situazioni eccezionali. Tra le altre cose, il Fiscal Compact ha imposto ai paesi membri di inserire nella propria Costituzione l’oiettivo del pareggio di bilancio, cosa che l’Italia ha fatto nel 2012.

Quale è il ruolo dei fondi comunitari nella politica di bilancio?
Infine è da sottolineare che la concessione di fondi europei è stata condizionata a criteri macroeconomici. C’è di più. Nella sua proposta di bilancio comunitario 2021-2027, la Commissione europea vorrebbe condizionare i fondi anche al rispetto dei principi fondamentali dell’Unione. Gli stessi fondi comunitari, così come il Piano Juncker di sostegno agli investimenti, sono strumenti che devono servire a compensare le costrizioni di bilancio a livello nazionale.

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