«Manovra del popolo», Moscovici avverte: «Quando un Paese si indebita si impoverisce»

«Manovra del popolo», Moscovici avverte: «Quando un Paese si indebita si impoverisce»

«Manovra del popolo», Moscovici avverte: «Quando un Paese si indebita si impoverisce»

Per ora è con freddezza che la Commissione europea ha deciso di reagire alla decisione del governo Conte di rivedere drasticamente la politica di finanza pubblica che il paese ha perseguito nell’ultimo decennio. Il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici ha avvertito che il bilancio del 2019 così come è stato tratteggiato ieri sera a Roma «non rispetta le regole europee».

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L’uomo politico è tuttavia pronto «a continuare il dialogo» con l’Italia. «Non voglio avere reazioni a caldo», ha detto Pierre Moscovici questa mattina parlando alla radio francese Bfm/Rmc –¬.

«Voglio ricordare che il progetto di bilancio deve esserci presentato entro il 15 ottobre. Solo a quel punto potremo fare una piena valutazione. Ricordo che vi sono tre possibilità: accettazione del progetto di bilancio; scambio di informazioni sugli aspetti più controversi; o addirittura possiamo anche respingere la bozza di Finanziaria». Il commissario ha confermato che questa terza ipotesi non è mai stata applicata con nessun paese europeo. «La Commissione europea non ha alcun interesse ad avere una crisi con l’Italia. Ma al tempo stesso non abbiamo alcuna intenzione di accettere il non rispetto delle regole di bilancio».

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L’uomo politico ha sottolineato che con un deficit del 2,4% del Pil nel 2019, come annunciato ieri sera a Roma, vi sarebbe inevitabilmente un aumento sia del deficit strutturale che del debito pubblico. Le regole europee prevedono che per l’anno prossimo l’Italia debba ridurre il disavanzo strutturale di almeno lo 0,1% del Pil. L’uomo politico francese ha definito «espansivo» il bilancio tratteggiato a Roma. «Pacta sunt servanda”, ha poi precisato, a proposito del rispetto delle regole europee. Interpellato sulla possibilità di sanzioni contro ’Italia, così come previste dai Trattati, il commissario ha risposto: «Non lavoro nello spirito di sanzionare i paesi». In questi anni, la Commissione ha sempre cercato un compromesso con il governo italiano. Questa volta una intesa appare più difficile.

Un deficit al 2,4% del Pil nel 2019 è un obiettivo ben diverso dallo 0,8% del Pil che aveva previsto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Il problema è che a qualche mese dal prossimo voto europeo non vorrà mostrarsi troppo accomodante con Roma per paura di rafforzare indirettamente i partiti più estremisti e rigorosi nel Nord Europa. Bruxelles è anche sensibile a non minare la sua credibilità sui mercati finanziari. Parlando alla radio francese, Pierre Moscovici ha respinto il paralelo con la Finanziaria francese, notando che in Francia il prossimo bilancio prevede comunque una diminuzione del deficit struttuale e che l’elevato deficit nominale è dovuto a una concomitanza di una tantum. Il commissario dovrebbe incontrare il ministro dell’Economia Giovanni Tria in una riunione dell’Eurogruppo lunedì a Lussemburgo.

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