Zingaretti indagato, Di Stefano (M5S): «Se confermato abbia il pudore di mollare la nuova poltrona»

Zingaretti indagato, Di Stefano (M5S): «Se confermato abbia il pudore di mollare la nuova poltrona»

Marzo 27, 2019 Off Di Redazione

“Questo sarebbe il nuovo che avanza? Il neo segretario del Pd, Nicola Zingaretti – se venisse confermato quanto riportato da L’Espresso – sarebbe indagato per finanziamento illecito. Cambiano i segretari ma gli affari oscuri sembrano rimanere di casa nel Pd. Zingaretti abbia il pudore di mollare la nuova poltrona”.
Lo scrive in una nota Manlio Di Stefano, sottosegretario M5s agli Affari esteri.
Vittoria Baldino, portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei deputati, ha dichiarato:
“Il ‘nuovo’ PD riparte alla grande e per tenere fede alla propria storia il neosegretario Zingaretti, almeno secondo quanto rivela L’Espresso, avrebbe subito collezionato un’iscrizione nel registro degli indagati per finanziamento illecito. Nell’inchiesta, portata avanti dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Stefano Fava, infatti, si fa il nome di Zingaretti come uomo di fiducia di un lobbista romano, arrestato nel 2018, un tale Centofanti”.
“Non basta” ha continuato “dare una imbiancata alla facciata se il palazzo cade a pezzi: e all’interno di quel palazzo i pezzi sono rimasti tutti saldamente al loro posto. E il modus operandi non è cambiato.
“Il PD e i suoi elettori dovrebbero cominciare a farsi qualche domanda. E Zingaretti dovrebbe iniziare a spiegarci qualcosa in più su queste presunte donazioni, se ne è in grado: altrimenti sarebbe il caso di fare un passo indietro,” ha concluso Baldino.
Francesco Silvestri, vicepresidente del MoVimento 5 Stelle alla Camera, ha affermato: “Spunta il nome di Nicola Zingaretti nelle indagini per finanziamento illecito che sta portando avanti la procura di Roma. Se i fatti, che riporta oggi L’Espresso, fossero accertati, sarebbe fin troppo semplice dire che il Pd, come il lupo, perde il pelo ma non il vizio. E che certe pratiche vergognose di una certa classe politica sono dure a morire. Non è la prima volta che il neosegretario del PD finisce sotto indagine, era già capitato con Mafia Capitale: di certo, per il suo partito non è un bel segnale. Ci aspettiamo che faccia immediatamente chiarezza”.
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