“Caro Tria, non toccare i soldi destinati ai risparmiatori. Altrimenti mi dimetto”.

Lo ha detto il senatore del M5s, Gianluigi Paragone, il quale ha incontrato i truffati delle banche messe in liquidazione a Montecitorio.

“I soldi ci sono, un miliardo e mezzo di euro che devono andare a queste persone” ha affermato l’esponente pentastellato.

Due settimane fa Paragone aveva denunciato che “c’è un silenzio sempre più imbarazzante da parte del ministro Tria sul Fondo per i truffati dalle banche. Adesso basta. Io e i risparmiatori vogliamo sapere a che punto siamo con i decreti attuativi”.

“Avevamo detto che avremmo emanato in fretta i decreti attuativi” aveva detto l’esponente pentastellato durante una diretta sul social network “Di questi decreti attuativi io personalmente non so nulla. So che c’era stato un impegno, una promessa, da parte del vicepremier Luigi Di Maio, e anche dall’altro vicepremier Matteo Salvini, in un’assemblea di risparmiatori. Questo impegno è stato confermato poi nei giorni successivi, ma ad oggi siamo fermi”.

“Sappiamo” aveva spiegato Paragone “che c’è 1 miliardo e mezzo stanziato dal governo ma Tria tiene fermi i decreti attuativi. Non sappiamo nulla, i risparmiatori non sanno nulla, eppure ai risparmiatori avevamo detto che li avremmo coinvolti. Quindi non soltanto c’è silenzio assoluto da parte del ministro Tria sui decreti attuativi, ma le comunità dei risparmiatori, le associazioni dei risparmiatori non sanno nulla. Allora a me viene da pensare che ci siano due governi: un governo visibile e un governo invisibile. Il governo visibile non ha paura di incontrare i risparmiatori, il governo invisibile invece evidentemente esclude, nasconde, mette in un marsupio istituzionale i risparmiatori. Non devono sapere, non devono essere coinvolti”.

L’articolo Truffati banche, Paragone a Tria: «Non toccare i soldi dei risparmiatori, altrimenti mi dimetto»

Di Redazione

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