Promulgata la legge sulla commissione d’inchiesta sulle banche, Paragone: «Successo del M5S»

Promulgata la legge sulla commissione d’inchiesta sulle banche, Paragone: «Successo del M5S»

Aprile 14, 2019 Off Di Redazione

“Un altro successo del Movimento 5 Stelle”. Gianluigi Paragone commenta così la notizia che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato la legge che istituisce la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
Nel monito il presidente Mattarella afferma che il lavoro della neonata commissione d’inchiesta non deve sfociare in un controllo o in un condizionamento dell’attività creditizia delle banche in quanto azioni che non rientrano nelle prerogative costituzionali.
Mattarella ricorda che né le banche centrali né la Banca centrale europea possono sollecitare o accettare istruzioni dai governi o da qualsiasi altro organismo degli Stati membri e avverte la necessita di evitare il rischio che il ruolo della Commissione finisca con il sovrapporsi all’esercizio dei compiti propri di Banca d’Italia, Consob, Ivass, Covip, Banca Centrale Europea perchè andrebbe in conflitto con il loro carattere di Autorità indipendenti, sancito, da norme dell’ordinamento italiano e da disposizioni dell’Unione Europea, vincolanti sulla base dei relativi trattati.
Nella lettera che accompagna il provvedimento, inviata dal capo dello Stato ai presidenti delle Camere si legge che “l’ambito dei compiti attribuiti alla Commissione – a differenza di quella istituita nella precedente Legislatura – non riguarda l’accertamento di vicende e comportamenti che hanno provocato crisi di istituti bancari o la verifica delle iniziative assunte per farvi fronte, ma concerne – insieme al sistema bancario e finanziario nella sua interezza – tutte le banche, anche quelle non coinvolte nella crisi e che svolgono con regolarità la propria attività”.
Il provvedimento prevede una serie di paletti invalicabili: “Non è in alcun modo in discussione, ovviamente, il potere del Parlamento di istituire commissioni di inchiesta ma non può, tuttavia, passare inosservato che, rispetto a tutte le banche, e anche agli operatori finanziari, questa volta viene, tra l’altro, previsto che la Commissione possa “analizzare la gestione degli enti creditizi e delle imprese di investimento”, scrive il capo dello Stato nella lettera. Ed aggiunge: “Queste indicazioni, così ampie e generali, non devono poter sfociare in un controllo dell’attività creditizia”.
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