Le 4 domande del M5S alla Lega sul caso Siri

Le 4 domande del M5S alla Lega sul caso Siri

Maggio 2, 2019 Off Di Redazione

«In questi primi mesi di governo abbiamo fatto quello per cui i cittadini ci hanno votato: abbiamo avviato un cambiamento in Italia. Un cambiamento fatto di piccole cose, come i vitalizi aboliti, e di grandi cose, come la legge spazzacorrotti. Ma cambiamento non sono solo i gesti, i fatti, ma anche un approccio alla cosa pubblica diverso da quello a cui ci ha abituato per decenni la politica che ci ha preceduto. Quell’atteggiamento che il MoVimento 5 Stelle ha assunto fin dalla sua nascita, ha mantenuto per 5 anni ai banchi dell’opposizione e ha portato al governo».
È quanto si legge in un post pubblicato sul blog ufficiale del Movimento 5 Stelle.
«Perché mai, altrimenti,» si chiedono i 5Stelle «avremmo dovuto alzare le barricate contro l’ex ministro Boschi? Perché mai avremmo dovuto indignarci di fronte al caso Consip? Perché mai avremmo dovuto chiedere la sospensione di un nostro assessore a Roma nelle stesse ore in cui circolava addirittura la richiesta di archiviazione da parte della Procura, com’è accaduto di recente? Lo abbiamo fatto perché i reati contestati e le situazioni di riferimento avevano un certo peso specifico. Ed è partendo da questo approccio che una forza politica può arrogarsi il diritto di parlare di questione morale e di opportunità politica».
«La politica» affermano i pentastellati «deve dare il buon esempio. Nessuno può nascondersi dietro la presunzione di innocenza di fronte all’ipotesi di un reato di corruzione. Non può farlo, a maggior ragione, quando nella stessa inchiesta emergono legami con la mafia. Quando un politico viene accusato dalla magistratura di essere un corrotto, deve fare un passo indietro e chiarire. Si può difendere, è un suo diritto, ma deve farlo lontano dalla sua carica. È quel che è accaduto al sottosegretario Armando Siri. E quel che abbiamo chiesto, in virtù della nostra coerenza, è stato che si mettesse in panchina fino al chiarimento definitivo, che rinunciasse al suo incarico nel governo mantenendo comunque il ruolo di senatore».
«Questo principio per il MoVimento 5 Stelle è un pilastro indiscutibile. La Lega invece finora si è tirata indietro. Ha minimizzato, e non ha dato risposte ai cittadini. O, peggio, ha cercato di spostare l’attenzione sposando la linea dell’Espresso e attaccando in maniera strumentale Virginia Raggi.» prosegue il post «Non si può negare una spiegazione ai cittadini. Questo comportamento è figlio di un’era che pensavamo ci fossimo messi alle spalle. Gli italiani hanno il diritto di sapere come vengono gestiti i loro soldi. Hanno il diritto di sapere se chi li governa agisce per un interesse personale o collettivo. Di fronte a questa richiesta un partito non può fare spallucce e tirare dritto. Queste cose le facevano Renzi e Berlusconi, non noi».
Le 4 domande del M5S alla Lega sul caso Siri