Björn Höcke: “Matteo Salvini per me è un esempio. Mi ispiro al suo populismo”

Björn Höcke: “Matteo Salvini per me è un esempio. Mi ispiro al suo populismo”

Björn Höcke: “Matteo Salvini per me è un esempio. Mi ispiro al suo populismo”

Björn Höcke è uno dei leader più radicali del partito della destra tedesca di Alternative fuer Deutschland (Afd). Tale partito è nato nel 2013 come movimento di critica all’euro, col tempo si è radicalizzato ed è diventato la prima forza populista del Paese. Nel 2017 è diventato con il 12,6 per cento dei voti la prima forza di opposizione al Bundestag e presente inoltre in tutti i parlamenti regionali.

La sua crescita è stata accompagnata dalle critiche di tutte le altre formazioni politiche, che lo accusano di avere assunto pericolose contiguità ideologiche col nazionalsocialismo. Höcke in particolare si è attirato addosso le critiche più profonde a causa del suo tentativo di rivalutare i paradigmi con cui i tedeschi interpretano la propria storia e il proprio passato.

Da quando nel 2015 è stato eletto capogruppo di Afd presso il Land della Turingia ha rilasciato una serie di dichiarazioni per molti preoccupanti. Quella più clamorosa risale al 2017 quando, in un discorso pubblico, ha preso di mira i monumenti che il governo federale ha fatto costruire nel cuore di Berlino in memoria dell’Olocausto e per non dimenticare i crimini nazisti. La Germania, a suo dire, si sarebbe “piantata” un monumento alla propria vergogna nel cuore della capitale, cosa ai suoi occhi sbagliata.

Signor Höcke, la sua compagna di partito Alice Weidel ha fortemente attaccato il Governo italiano, Matteo Salvini e la manovra economica che si apprestano a varare. Cosa ne pensa?

Salvini per me è un esempio e penso che l’attacco nei suoi confronti e verso il Governo italiano sia stato un errore. Ritengo infatti sia necessaria una riforma strutturale dell’intero sistema capitalista. Dal punto di vista economico non è infatti sostenibile alcuna crescita in questa direzione. Sono decenni che in Germania la crescita della produttività non corrisponde alla redistribuzione equa della ricchezza, bensì all’abbassamento salariale e pensionistico e al tragico sviluppo della povertà tra gli anziani.

Di questo passo nel 2035 il 50% dei pensionati della Germania avranno una pensione di meno di mille euro lordi al mese. Per questo capisco l’Italia quando critica la politica economica tedesca. I nostri politici si vantano davanti al mondo della crescita costante dell’export come se fosse un successo economico quando in realtà le ricchezze stanno raggiungendo una piccola parte di persone e impoverendone la maggioranza, soprattutto il ceto medio, cioè colui che storicamente dà stabilità alla democrazia e senza il quale è sotto minaccia l’intero sistema democratico. Dobbiamo riconoscere che le politiche neoliberali sono dannose per la maggior parte delle persone. Sono contento che gli italiani difendano la propria sovranità dal diktat europeo.

www.huffingtonpost.it

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